Intervista alla signora Alma

 

 

Per commemorare la giornata della memoria, la signora Alma è venuta nella nostra scuola a raccontarci della sua complessa infanzia. Infatti, quando Alma aveva sette anni scoppiò la guerra nell’Ex-Jugoslavia. Allora, lei, sua zia e una neonata di tre mesi si misero in fuga per sfuggire a quel terribile scenario. Al termine del suo racconto, abbiamo avuto la possibilità di farle qualche domanda su come ci si sente e si vive in guerra. Ecco la nostra intervista: se siete interessati vi invitiamo a continuare a leggere.

 

Alma, innanzitutto grazie per essere qui oggi e per avere condiviso con noi fatti molto personali. Avremmo alcune domande che vorremmo porti. La prima è la seguente: come ci si sente a vivere scappando dalla guerra?

 

E’ una situazione molto difficile e ci si sente  molto soli.

 

Di che popolazione d’appartenenza erano i tuoi genitori?

 

I miei genitori erano bosniaci, però a quel tempo era molto facile che le varie etnie si mischiassero, ad esempio tramite matrimoni misti.

 

Sei riuscita ad andare a scuola negli anni della guerra?

 

All’inizio della guerra andavo a scuola regolarmente, però piú passava il tempo più era difficile andarci.

 

Hai perso qualche amico durante il conflitto?

 

Sì, in guerra purtroppo ho perso due amiche e il nonno.

 

La tua famiglia si è salvata?

 

Gran parte della mia famiglia, per fortuna, si è salvata, però, purtroppo, non tutti ce l'hanno fatta.

 

Hai mai preso in mano un’arma?

 

Purtroppo sì, perchè la mia camera ne era piena visto che mio zio la usava come un “magazzino di armi”. Da piccola mi toccava prenderle in mano per smistarle,  ma non ne ho mai utilizzata una.

 

Quante volte mangiavi al giorno, sempre che tu riuscissi a mangiare?

 

Durante la guerra il cibo era molto scarso e riuscivo a mangiare solo una lattina di fagioli e una fetta di pane al giorno. Adesso mi sento molto fortunata e preferirei non vedere persone che sprecano cibo perchè c'è chi non ne ha.

 

La guerra ha modificato le tue abitudini?

 

Sì, la guerra fin dall’inizio ha cambiato molto le mie abitudini quotidiane.

 

Quante persone hai visto morire?

 

Ho visto morire tante persone tra le quali le mie due migliori amiche e la mia sorellastra.

 

Quanto è durata la TUA guerra?

 

La guerra vera è durata quattro anni, ma la mia guerra personale ne è durata 20. Il punto di svolta per me è stata la nascita di mio figlio.

 

Sei stata costretta a lavorare?

 

All’inizio sì. Durante la fuga, invece, mia zia mi obbligava a curare la bimba perché lei era diventata depressa.

 

Riuscivi a procurarti quei beni non di prima necessità ma utili?

 

Procurarsi questi beni durante la guerra era molto difficile, quindi riuscivo ad averne solo alcuni.

 

Come hai fatto a scappare?

 

Per scappare ho dovuto falsificare i miei documenti e dire che ero figlia di mia zia. Ho rischiato molto, ma è andata bene.

 

 

Ringraziamo di cuore la signora Alma per aver condiviso con noi ricordi della sua travagliata infanzia: non è facile raccontare qualcosa di così tanto complesso e traumatico senza versare lacrime. La ringraziamo anche per aver risposto a tutte le nostre domande senza alcuna esitazione. Un grazie va anche a chiunque abbia letto la nostra intervista. Se vi è piaciuta, consigliate di leggerla ai vostri amici e parenti così che anche loro si possano rendere conto di quanto sia difficile vivere durante un terribile conflitto armato. Continuate a seguirci!

 

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